03 giugno, 2014

Cometa PanStarrs

Previsto uno splendido spettacolo celeste a metà ottobre di quest’anno, la cometa C/2012 K1 PanStarrs si avvicinerà alla Terra ad una distanza che potrà essere facilmente vista.

Secondo quanto riportato da alcune fonti la cometa C/2012 K1 Panstarr, scoperta dal telescopio Panstarr, alle Hawaii lo scorso 17 Maggio 2012, ha sviluppato una grande coda luminosa. Ad oggi, su l’emisfero settentrionale è già possibile osservarla tramite un binocolo verso la costellazione dell’Orsa Maggiore. Secondo quanto riferito  la cometa sparirà alla vista verso il 27 agosto e riapparirà nei primi di settembre regalando uno spettacolo nei cieli. 
Cometa Ison, immagine di repertorio
Cometa Ison, immagine di repertorio

Tra il 29 settembre ed il 23 ottobre la cometa sarà visibile ad occhio nudo, si avvicinerà ad una distanza di 143.000 chilometri dalla Terra. Speriamo di ammirare finalmente un bello spettacolo

06 maggio, 2014

Migliaia di meteoriti tra pochi giorni

Previste migliaia di meteoriti in caduta libera sulla Terra il 24 maggio, la cometa 209P/Linear passerà vicino al nostro pianeta

Uno sciame di migliaia di meteoriti cadrà verso l’atmosfera terrestre verso fine maggio. Almeno 1000 meteoriti l’ora impatteranno sull’atmosfera della Terra, regalando uno spettacolo unico. Lo sciame meteorico fa parte della cometa 209P/LINEAR, scoperta nel 2004 e da allora monitorata costantemente per studiarla durante i suoi passaggi ravvicinati a poca distanza dalla Terra. 
Cometa 209P LINEAR
          Cometa 209P LINEAR, fonte cometography.com
L’orbita intorno al Sole di que-sta cometa è piuttosto breve, e ha una durata di circa cinque anni. Sarà però accompagnata da una gran-de attività meteoritica, come confermato dagli astronomi, con migliaia di meteo-riti che potrebbero cadere impattando contro l’atmosfera e non è escluso che qualche frammento possa anche toc-care terra. Certamente l‘attività mete-orica sarà la più intensa mai registrata negli ultimi 14 anni ma ci sarà poco tempo per vederla.

06 aprile, 2014

L’8 Aprile pianeta rosso in opposizione


Tra poche  ore il pianeta Marte sarà allineato con la Terra e il Sole. Una situazione che si verifica ogni  778  giorni e che viene  chiamata  dagli  astronomi  “opposizione“.  Alcuni pianeti,  come Venere e la Terra, seguono percorsi quasi perfetti, altri, come Mercurio e Marte, seguono percorsi più ellittici, descritti dai ricercatori come eccentrici.
Il giorno dell’opposizione, che quest’anno cadrà l’8 Aprile, Marte, la Terra e il Sole saranno allineati lungo una linea retta. Sei giorni più tardi, nella notte tra il 14 e il 15 Aprile, i due pianeti saranno ancora più vicini tra loro a causa dell’eccentricità dell’orbita, arrivando a soli 92 milioni di chilometri. In alcune circostanze, come nel caso di Agosto 2003, Marte raggiunge distanze cosmiche molto piccole in relazione alla distanza media dalla Terra, andando a determinare le grandi opposizioni. Nei prossimi anni, fino a Luglio 2018, le opposizioni saranno sempre più favorevoli, rendendo il pianeta rosso un facile bersaglio anche per gli strumenti più piccoli. Ad occhio nudo Marte appare come una stella brillantissima di colore rossastro, facilmente rintracciabile nel firmamento. Ad una visione con un binocolo, tuttavia, il pianeta potrebbe deludere l’osservatore occasionale, che dovrà accontentarsi di sapere cosa si sta osservando. In un medio telescopio commerciale, il pianeta mostrerà i dettagli della sua superficie, comprese le calotte polari.

19 gennaio, 2014

Ciao John

La mattina del 15 gennaio, all’età di 99 anni, è scomparso a Burbank (California) l'astronomo John Lowry Dobson.
Dobson è conosciuto principalmente per aver inventato un modello di Telescopio Riflettore Newtoniano di grande apertura, a basso costo e facilmente trasportabile, universalmente noto come Dobsoniano. Il design di questo telescopio è considerato ancora oggi innovativo in quanto permette agli astronomi amatoriali di costruire e utilizzare telescopi dotati di grandi diametri minimizzando i costi. Meno conosciuta è invece la sua attività di promotore a livello popolare dell'astronomia e della sua visione non convenzionale della cosmologia attraverso lezioni pubbliche, anche "da marciapiede".

La nostra associazione, quale organizzatrice nell'anno 2004 a Gubbio della settimana dell'astronomia (Gubbio Astronomy Week) , ha avuto la ventura di averlo portato per la prima e unica volta in Italia insieme all'altro importante astronomo Halton Arp, anche lui da poco deceduto.
Di seguito sono state riportate immagini che evidenziano alcune attività da lui svolte nell'ambito della manifestazione, dalle quali si possono desumere le sue qualità umane e comunicative.
Sull'ultima diapositiva un link per avviare un breve filmato sui momenti d'incontro con la nostra associazione e il Gruppo di Astronomia Digitale (GAD).








04 gennaio, 2014

Halton Arp

Un nostro doveroso saluto al grande e controverso astronomo americano Halton Arp (1927 - 2013)  scomparso a Monaco la mattina del 28 dicembre scorso.




Arp è noto per essere un critico della teoria del Big Bang, sostenendo invece una cosmologia non in linea con il modello accettato dalla maggioranza dei suoi colleghi, in particolare per quanto riguarda il redshift, lo spostamento verso il rossoSecondo Arp, se si evidenziano nelle foto e nelle rilevazioni i collegamenti tra i quasar ad elevato redshift ed alcune galassie a basso redshift, ecco che decenni di teorie e revisioni cadono. L'ipotesi di Arp, che egli espose nel 1960, è che le quasar siano oggetti locali eiettati dal nucleo di galassie molto attive. Arp evidenzia come in alcune fotografie appaiano evidenti legami fisici fra le quasar e altre galassie, che secondo la legge di Hubble sono molto più vicine a noi di quanto non dovrebbero essere le quasar in questione.

Alcune immagini della sua presenza nella Settimana dell'Astronomia (Gubbio Astronomy Week) nel 2004 organizzata dalla nostra Associazione e dal Gruppo di Astronomia Digitale.





Video clip della Conferenza




15 dicembre, 2013

Accessibilita' Osservatorio

Si informano soci e simpatizzanti che, a causa delle recenti forti piogge, la strada di accesso all'Osservatorio e' stata fortemente danneggiata, per cui non e' possibile raggiungere il sito con una normale vettura.
Non appena l'Amministrazione Comunale sara' intervenuta per rimuovere i consistenti danni vi informeremo del ripristino della viabilita'.


07 dicembre, 2013

Guardate Venere ...

Osservando il cielo al crepuscolo avrete notato in queste sere una stella molto luminosa accompagnare il cammino della Luna. In realtà, quel punto così luminoso è il secondo pianeta del nostro sistema solare in ordine di distanza dal Sole, e risponde al nome di Venere. Con l’ausilio di un buon binocolo o di un piccolo telescopio, Venere mostrerà le sue fasi, lasciando intravedere solo parte dell’emisfero illuminato dalla luce solare.
Molto più difficile, invece, osservare l’ineguaglianza nell’acutezza delle falci, dal momento che si tratta di dettagli che richiedono strumenti di una certa potenza. Negli ultimi giorni del mese scorso, Venere aveva raggiunto il periodo di massima osservabilità, tramontando quasi 3 ore dopo il Sole. Durante questa prima decade dicembrina le condizioni di osservabilità sono ancora ottimali, ma durante il mese  l’altezza sull’orizzonte si ridurrà repentinamente, tramontando appena un’ora e mezza dopo la nostra stella a fine anno, avviandosi al termine del lungo periodo di visibilità serale. La sua luminosità è seconda soltanto a quella della Luna.


Un tempo chiamata Espero, come stella del mattino, e Fosforus, come stella della sera, oggi Venere porta il nome dell’antica dea romana della bellezza e dell’amore.
Un nome non esattamente appropriato quello del pianeta, dal momento che le condizioni sono davvero simili a quello che noi immaginiamo come l’inferno. Venere, il secondo oggetto del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole (0,72 UA), ed è il pianeta che più si avvicina alle dimensioni della Terra, differendo di soli 500 Km circa. La sua rotazione è retrograda, ossia il pianeta gira su se stesso in senso opposto a quello terrestre; considerando il periodo di rotazione estremamente lento, stimabile in 243 giorni terrestri, notiamo come il giorno duri più dell’anno venusiano (225 giorni). Il pianeta è perennemente avvolto da una fitta coltre di nubi che impedisce qualsiasi osservazione della sua superficie. La densa atmosfera di questo mondo ostile è composta per il 96% da anidride carbonica, ed esercita una tremenda pressione di 90 atmosfere. Lo strato principale di nubi, costituite principalmente da goccioline di acido solforico, copre le quote comprese tra i 45 e i 60 Km. Un determinato spessore di nubi venusiane assorbe meno luce dello stesso spessore di nubi terrestri, ma lo strato di nuvole sul pianeta è così denso che solo un 2% della luce solare raggiunge la superficie del pianeta. Su Venere l’effetto serra è tale che sulla superficie e nei livelli inferiori dell’atmosfera non si riscontrano differenze significative di temperatura tra l’equatore ed i poli e tra il giorno e la notte. La temperatura superficiale si aggira intorno ai 480°C, la visibilità di circa 3 Km e l’illuminazione dell’ambiente è all’incirca quella che c’è sulla Terra in una giornata di cielo coperto. Continui rombi di tuono con fulminazioni sono presenti sul pianeta, mentre i venti sono deboli solo al suolo, ma nella cappa di nubi accelerano bruscamente fino a 400 Km/h. Le nubi più alte fanno il giro del pianeta in circa 4 giorni (60 volte più veloce della stessa rotazione), combinata con il flusso di aria d’alta quota dall’equatore verso i poli, produce delle caratteristiche formazioni di nubi a forma di Y e C, e “collari” polari.

Ma come mai è presente questa densissima coltre nuvolosa? Molti astronomi pensano che in un periodo molto lontano ci fosse acqua sulla superficie di Venere, ma che un aumento di luminosità del Sole abbia innalzato la temperatura al punto da causare l’evaporazione degli oceani, aumentando la quantità di vapore acqueo nell’atmosfera. La temperatura continuò ad aumentare e gli oceani evaporarono completamente. Sino a qualche decennio fa la superficie di Venere è risultata totalmente sconosciuta, vista la densa coltre nuvolosa. Soltanto attraverso le immagini radar è stato possibile tracciare un quadro globale della superficie stessa. La visione del suolo venusiano trasmessa dalla sonda “Venera” ha rivelato un paesaggio desolato, disseminato di frammenti di rocce vulcaniche immerse in una polvere grossolana. Nel 1993 la sonda Magellano ha fornito una documentazione cartografica più completa rivelando la presenza di formazioni simili a continenti e crateri. Dalla Terra è impossibile non riconoscere il pianeta, dal momento che si presenta come “la stella” più luminosa del firmamento. Il suo bianco evidente è visibile al crepuscolo o all’alba, mai distante oltre i 48° dal Sole. 

30 novembre, 2013

Parleremo ancora di ISON!

Sembra proprio che la cometa Ison potrebbe ancora riservarci una sorpresa, infatti, dopo la delusione di ieri quando era stata data per “morta”, le ultime osservazioni non confermano con certezza assoluta che la cometa si sia disintegrata nel passaggio ravvicinato al sole. In definitiva la cometa ISON potrebbe aver superato la fase più difficile del suo viaggio: il passaggio a soli 1,2 milioni di chilometri dalla superficie solare.


Le ultime immagini di ISON 

17 novembre, 2013

Ricordo di Paolo Maffei

Il 20 ottobre u.s. a Foligno, presso la sala biblioteca dell’archivio Maffei, ricca di circa ventimila volumi di cui alcuni rarissimi, si è svolta la cerimonia per ricordare i 40 anni dalla pubblicazione di “Al di la della Luna” del compianto prof. Paolo Maffei.
La cerimonia è stata condotta da Roberto Nesci, astronomo e genero di Paolo Maffei, alla presenza di autorità civili del comune di Foligno, del Vescovo e di una forte rappresentanza di associazioni astrofile. Un breve saluto di ringraziamento è stato rivolto ai presenti anche da Marta Maffei, figlia del grande scienziato umbro.
E’ seguita una bella conferenza di Cesare Barbieri dell’Università di Padova che, dopo aver ricordato alcuni momenti della sua carriera professionale insieme a Maffei all’Osservatorio di Cima Ekar, ha messo in evidenza il significato ancora attuale di “Al di là della Luna”.

Successivamente, il Presidente dell’UAI Mario Di Sora ha portato il saluto ed il ringraziamento dell’Unione Astrofili Italiani, ricordando quanto sia stata importante la figura di Paolo Maffei per la sua vicinanza all’Unione, cui non ha mai fatto mancare il suo sostegno.

Per concludere è arrivato un contributo in video del giornalista Piero Bianucci, che ha ricordato l’impatto che ebbe quest’inarrivabile opera divulgativa sin dalla sua prima uscita nel 1973.
Sintetizzando, una bella manifestazione in onore di Paolo Maffei, senza dubbio un insigne scienziato, ma anche uno dei più grandi divulgatori di astronomia che l’Italia possa annoverare.










15 novembre, 2013

New cometa ISON

   La cometa ISON forse visibile dalla terra tra pochi giorni.
Cometa ISON  presto visibile
La cometa ISON attraversa il momento critico del passaggio intorno al Sole; riuscirà a passarne indenne? Questo lo vedremo a breve, nel frattempo proprio grazie a questo passaggio potremo assistere alla prima apparizione della cometa di "Natale". In queste ore infatti stanno aumentando fortemente sia la sua produzione di gas, sia la sua luminosità.
Le possibilità di ammirarla in cielo quindi continuano ad aumentare di giorno in giorno e la terza decade di Novembre dovrebbe essere il momento giusto.  Se il passaggio attorno al  nostro sole riuscirà ad essere indolore il vero spettacolo inizierà verso metà Dicembre quando ISON si troverà vicina alla terra e ci potrebbe regalare un grande spettacolo in cielo proprio sotto il Natale.


10 novembre, 2013

P/2013 P5

Washington, 7 nov. (TMNews) – Uno strano asteroide a sei code tra Marte e Giove è stato 
individuato dal  telescopio Hubble della Nasa. Ma invece di apparire come una piccola fonte
di luce, come la maggior  parte degli asteroidi, questo presenta una serie di code tipo comete 
irradia come i raggi  di una ruota. “E’ difficle credere  che si tratti di un asteroide”, ha commentato  David Jewitt, professore del Dipartimento di Astronomia dell’Università della California. “Quando l’abbiamo  visto siamo rimasti  di stucco.  Incredibilmente la  sua struttura a code  è cambiata in  13 giorni  di osservazione”.  L’oggetto  è stato  denominato
P/2013 P5.  (fonte afp)


05 novembre, 2013

Comete ... 4!


Quattro comete prima del sorgere del Sole

A chi è dotato di un piccolo telescopio o di un potente binocolo, il cielo del mattino in questi giorni assicura un bello spettacolo. Poche ore prima del sorgere del Sole, infatti, sono visibili ben quattro comete.
Oltre alla ormai famosa  ISON,  che potrebbe riservarci delle entusiasmanti sorprese alla fine del mese  e durante dicembre, sono visibili la 2P/Encke, la C/2012 X1 LINEAR e l’ultima arrivata, la C/2013 R1 Lovejoy. La LINEAR ha sorpreso tutti gli osservatori quando, all’improvviso, ha aumentato la sua luminosità di circa 250 volte nel corso di pochi giorni.


Poiché è insolito avere quattro comete relativamente luminose nello stesso pezzo di cielo, è bene non perdere questa opportunità. Ora che è periodo di Luna nuova, per la prossima decina di giorni le condizioni sono ideali per osservare al meglio questi affascinanti oggetti celesti.


La più brillante del gruppo, attualmente di magnitudine 8, è la cometa Lovejoy, ma prossimamente la sua luminosità aumenterà da 2 a 3 magnitudini, mentre attraverserà la costellazione del Cancro in direzione della costellazione dell’Orsa Maggiore, e,  probabilmente, potrà essere visibile ad occhio nudo da metà novembre. Con un piccolo telescopio la cometa potrà essere osservata con facilità, anche se la sua coda, in via di sviluppo, è ancora molto debole.
La cometa Encke compie un’orbita completa attorno al Sole ogni 3,3 anni  A volte è ben posizionata per poter essere osservata, mentre altre volte no. Questa apparizione è una di quelle favorevoli con la cometa ben posizionata ad Est all’alba durante il periodo di massima luminosità. Attualmente la sua magnitudine è compresa tra 7,5 e 8. Come per la Lovejoy, con un binocolo da 50 millimetri si potrà godere di un ottimo spettacolo. Una settimana prima che raggiunga il suo massimo di luminosità (6 – 7 magnitudini), intorno al 21 novembre, data del passaggio al perielio, sarà visibile nella luce dell’alba. Per poterla osservare, verso Est-Sud-Est e da un luogo con l’orizzonte libero, restano ancora una decina di giorni.